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Più a est, la prostituzione (anche maschile e minorile) si svolge negli appartamenti e lo spaccio domina pezzi interi di quel territorio battuto dalla "movida". Non ci sono ancora i regolamenti attuativi per i Comuni su come applicare il provvedimento voluto dal governo: l'Anci li invoca da settimane e per questo nessuno si è ancora mosso. PER ingrandire clicca sull'immagine.

Noi invece li rompiamo! L'atto firmato dal sindaco è stato reso possibile dal decreto Minniti, convertito in legge lo scorso mese di aprile, che per la prima volta consente ai sindaci di emettere un'ordinanza contro coloro che ottengono prestazioni sessuali a pagamento. Il particolare per cui prima di raggiungere la "stanzetta qualunque cittadino - magari padre o madre di bambini che vivono lì - debba entrare, sotto gli occhi attenti di quella manovalanza mafiosa che quel territorio lo "controlla" 24 ore. Questa è la realtà"diana della zona tra la via Garibaldi, con i suoi palazzi Patrimonio dell'Umanità e la sede del Comune di Genova, ed il Porto Antico. Con l'ordinanza rendiamo più difficile la vita alle mafie che gestiscono la tratta.

L'ordinanza segue una via giusta, i clienti sono corresponsabili delle mafie che sfruttano le ragazze, dice anche Serena Perini, presidente della Commissione VII e volontaria della Comunità Giovanni xxiii. E il pugno duro comincerà dalle zone "calde" del fenomeno: Novoli e le Cascine. Come sindacato è nostro dovere pensare agli ultimi. Fino a 500 euro di sanzione per chi sarà beccato a contrattare prestazioni sessuali in luoghi pubblici. L'ordinanza, difesa con forza dal sindaco Dario Nardella, introduce multe fino a 206 euro e fino a 3 mesi di carcere per i clienti sorpresi a contrattare o consumare una prestazione sessuale a pagamento. Si partirà da due aree specifiche: Novoli e il parco delle Cascine.

Il fatto è che qualcuno, cioè chi può intervenire, non vuole rompere determinati "equilibri". Durante la prima settimana sono stati sorpresi con prostitute e denunciati solo due clienti : per molti questo è il segnale che non ci sarebbe in realtà la volontà di effettuare controlli capillari sul territorio. Quindi, le Istituzioni, che dovevano pur salvare apparentemente la faccia, hanno pensato bene di aprire un bel Centro "Interforze" (con rigoroso orario d'ufficio e chiusura nei fine settimana) dove - davanti agli occhi dei "gestori" dei traffici illeciti. Gli interventi che il Comune imporrà sotto forma di regolamenti o di altre ordinanze avranno come obbiettivo quello di contrastare fenomeni di degrado e di minaccia della sicurezza urbana, come previsto da Minniti. Si tratterà di un divieto simile a quello applicato nei giorni scorsi già dai Comuni del Chianti: in pratica un divieto di contrattare e concordare prestazioni sessuali a pagamento in luoghi pubblici e aperti al pubblico. Presenti alcuni volontari della Comunità Giovanni xxiii e le operatrici della cooperativa Cat e del Progetto Arcobaleno, che più volte a settimana girano di notte sulle strade della prostituzione offrendo sostegno e aiuto alle ragazze sui marciapiedi: informazioni sull'assistenza sanitaria, distribuzione. Questo a Genova, la " città turistica nel suo centro centro storico a due passi dal Porto Antico. I decreti Minniti sulla sicurezza urbana approvati nei mesi scorsi consegnano ora ai sindaci nuove competenze e un terreno di azione normativa più certo. Previsto il "Daspo" contro i parcheggiatori abusivi, come allo stadio: in pratica allontanamenti dalla città.

Il rischio è che le ragazze si spostino in periferie ancora più lontane e deserte dove nessuno può aiutarle, o che abbassino il prezzo delle prestazioni per racimolare soldi da dare agli sfruttatori, spiegano Lisa Bertini (cooperativa Cat) e Cristina Baldi (Progetto Arcobaleno). Così nel frattempo il controllo del territorio resta in mano alle mafie, nonostante gli sforzi che gli agenti della DIA ed i magistrati hanno compiuti, portato alla condanna di Caci ed alla confisca. L'ordinanza sarà in vigore in tutta la città, e non solo lungo le strade in cui è stata rilevata la presenza di persone che esercitano la prostituzione, in modo da evitare che il fenomeno si sposti in altre zone di Firenze. In questo scatterà la denuncia per il cliente sulla base dell'articolo 650 del codice penale per violazione di una ordinanza delle autorità. Nazione, adducendo come motivazioni il fatto che questa ordinanza viola le leggi dello Stato e trasforma Firenze in un mondo a parte dove, in una materia che la Costituzione riserva allo Stato e che attiene alla sicurezza e ordine. (Per precisione, durante le festività natalizie, dopo l'ordinanza di sgombero, seguita alle nostre denunce pubbliche - clicca qui, il boss Caci ha trasferito la propria dimora - ed i "domiciliari" - in un altro appartamento della zona vecchia). Dalla mattina a notte le ragazze nei bassi devono "fruttare così come lo spaccio è garantito. Persino buona parte dei "locali" della "movida" evitano rigorosamente di segnalare le attività illecite. I clienti delle prostitute a Firenze dal 15 settembre rischiano un procedimento penale che prevede anche l'arresto fino a 3 mesi o una ammenda fino a 206 euro.

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